MESSAGGIO DEL PRIORE DIEGO IN OCCASIONE DEL SANTO NATALE 2015 a.D.

Care Dame, Cavalieri, membri del Principato e amici,

ancora una volta la grande luce del sole si sta affievolendo e le notti si allungano. In questa fase dell’anno pare che le tenebre prendano il sopravvento avvolgendo ogni cosa in un buio inquietante. A guardare cosa è successo a Parigi e cosa succede quotidianamente in Siria, Iraq, Afganistan, Yemen, Pakistan, così come in tante altre parti del mondo, sembra proprio che le tenebre stiano prendendo il sopravvento. Ci sono giorni in cui sembra che la speranza sia andata perduta.

Si sa che nella notte buia alcuni perdono la speranza. Altri non riescono più a sperare, altri ancora non osano più sperare. Non a caso il Santo Padre ha aperto un Giubileo straordinario e lo ha dedicato alla divina misericordia. Ma che cosa è questa misericordia? E chi è quel soggetto che possiamo chiamare “misericordioso”? Altri non è che colui il quale, obbediente alla parola di Dio, è capace di ascoltare l’altrui sofferenza che parla al nostro cuore.

Cari fratelli, ricordiamoci sempre che tra i nostri doveri di Cavaliere, oltre all’adozione di una vita morigerata, vi è anche quello di obbedire e cioè di prestare ascolto e pregare. Anche se alcuni sono convinti che la preghiera sia un’inutile perdita di tempo, noi sappiamo che non è così, come il Maligno vuole farci credere. L’impegno a fare uscire dal proprio cervello e dal proprio cuore persistenti e costanti onde di pace, vibrazioni di affetto, di gioia, di serenità e di amore e a farle espandere attorno a noi, modifica positivamente la realtà entro cui viviamo. Cavalieri, facciamo di questo Natale un Santo Natale di speranza e di misericordia.

Il Natale è un momento di utile introspezione, di riflessione e di ascolto dei messaggi che partono dal nostro cuore. Il Natale ci ricorda che abbiamo ancora tempo per capire i nostri sbagli, riflettere su di essi e trovare soluzioni adeguate. Il silenzio, la meditazione e la preghiera ci aiuteranno ad ascoltare il nostro cuore e a riprendere la strada che volevamo interrompere.

Proprio ora che la luce solare sta toccando il livello energetico più basso, noi dobbiamo operare al fine di fare aumentare il nostro livello di energia spirituale. Solo con le “pile cariche” di energia spirituale, solo con la forza della fede, il cuore del misericordioso, noi riusciremo a vincere la nostra battaglia e a effettuare quel necessario cambiamento nella nostra vita, indispensabile per non morire dentro definitivamente.

Le nostre preghiere, la nostra speranza, la nostra fede incrollabile sono gli strumenti per “sbloccare” (in senso simbolico) il nostro personale Solstizio d’inverno. Cari fratelli, al nostro Signore, che nelle vesti del Bambinello a breve farà la sua comparsa nella grotta di Betlemme, chiedete di potere continuare a operare come operatori di pace, chiedete che vengano rispettati ovunque i diritti umani, chiedete il rispetto della libertà di coscienza, chiedete sicurezza per i confratelli cristiani d’Oriente, chiedete che i paesi islamici concedano una libertà di culto. Questa è la nostra battaglia.

Il vostro Priore + Diego

Non Nobis Domine, Non Nobis sed Nomini Tuo Da Gloriam.