RIFLESSIONI SUGLI ATTI DI DISPOSIZIONE DELLA SOVRANITA’

Riceviamo dal Collegio Giuridico dell’Ordine il seguente documento che pubblichiamo integralmente:

I documenti ci spiegano come gli abati del monastero di Lérins abbiano potuto fregiarsi del titolo di Principe e come tale titolo sia stato incardinato con il Castrum Sepulchri (cioè Seborga).

            La libera potestà di Seborga è evidente nel testamento di Guidone (Marchese Guido di Ventimiglia) del 15 marzo 954. In questo documento, il territorio di Castrum de Sepulchro (Seborga) è consegnato all’Abate Alberto di Lérins cum mero et mixto imperio.

            La fine del secolo X è caratterizzata da tragiche vicende; a Papi si contrappongono antipapi e neppure l’Impero è scevro da faide. Ricordiamo, ad esempio, che Papa Benedetto VII cercherà di annullare il testamento di Guidone tanto è che nel 982 l’abate di Lérins sarà costretto a lasciare il monastero presente sull’isola di Sant’Onorato e a rifugiarsi a Seborga.

            Tuttavia l’operato dei monaci cavalieri di Seborga era ben visto dall’imperatore Corrado in quanto questi, “essendo avvezzi alle armi quanto alla fede” tenevano lontani i Saraceni dalle coste del Ponente.

            Gli storici narrano una lotta interna al mondo religioso per il dominio sull’isola di Sant’Onorato: da una parte i monaci Cluniacensi (dell’Ordine di San Benedetto) e dall’altra un gruppo di fuoriusciti dall’Ordine e fondatori di un nuovo Ordine: i Cistercensi. Bisognerà attendere l’anno 1073 per vedere i monaci/cavalieri di Seborga riprendersi l’isola di Lérins ed il monastero.

            Sarà l’Imperatore Enrico IV a dichiarare Castrum de Sepulchro principato Imperiale per antico privilegio, cum mero et libero et mixto imperio e cum gladii potestate. Questo ci fa capire come fossero i monaci/cavalieri residenti a Seborga ad essere investiti della sovranità, piuttosto che i chierici del monastero di Lérins, in quanto ci è difficile pensare che il potere della spada venisse affidato a degli ecclesiastici.

            Papa Gregorio VII non volendo certamente dare all’Impero questo vantaggio, riconoscerà allora a Castrum Sepulchri i privilegi di principato “per antica, esercitata consuetudine”. Seborga diventa così un feudo a tutti gli effetti giacché definire Seborga unicamente attraverso i privilegi di nullius diocesis sarebbe riduttivo; il Priore del Castrum Sepulchri potrà fregiarsi del titolo di Eminentissimo Principe.

            Gli storici scrivono: “dal 1159 la sovranità di Seborga viene pertanto retta dalla Paupera Militia Christi di cui diventa di fatto e strategicamente lo Stato Sovrano come si legge negli atti di papa Alessandro III.

            E ancora: “la pregiatissima e ambita Titolarità di Principe di Seborga assunta nel 1159 da colui che era assurto al gran magistero del Cavalierato Cistercense aveva dato a Seborga l’onore di essere Sovranità Temporale di quell’Ordine Cavalleresco”. E più oltre: “A seguito della chiusura ufficiale della Povera Milizia di Cristo dal 1365 seppure indirettamente il Principato venne guidato dall’Ordo Sancti Sepulchri, l’Ordine cavalleresco e monastico di Seborga, istituito dall’abate aragonese Pons Lance.”

            Possiamo quindi affermare che Seborga è un Principato abbaziale dotato di nullius diocesis e ciò ci fa capire la diretta connessione di questo territorio con il Papa da un lato e, in virtù dell’azione militare dell’Ordine a difesa della Marca del Mare, con il potere imperiale.

            Esaminando il tipo di potere esercitato sul territorio e sulla popolazione, va detto che l’Ordine e cioè i monaci/cavalieri esercitarono un potere assoluto sul feudo seborghino come traspare dal cum mero et libero et mixto imperio cum gladii potestate.

            Da ciò ne consegue che Seborga è stata e continua ad essere un territorio “inalienabile” sia per divieto testamentario (Marchese Guidone di Ventimiglia) che per intrinseco diritto di Sovranità Religiosa e Temporale come da disposizioni del Papa e dell’Imperatore.  

            In sostanza il titolo di Eminentissimo Principe non avrebbe potuto essere assunto da alcun laico se non un abate investito o da un membro dell’Ordine militare/monastico di derivazione cistercense (i cosiddetti Cavalieri Bianchi fondati dall’abate Pons Lance nel 1365).

            Per secoli questa è stata la tradizione. Poi, a partire dal febbraio 1729, a seguito della dipartita dei religiosi dall’isola di Sant’Onorato (sede del monastero di Lérins) il principato abbaziale di Seborga sarà retto da membri dell’Ordine Cavalleresco regolarmente investiti dal Capitolo Generale.

            Le vicende vanno avanti per secoli. Dobbiamo arrivare al 1995 per assistere a qualcosa di “innovativo”.

            Il Priore dei Cavalieri Bianchi Giorgio Carbone (per questo motivo principe di Seborga), nel 1995 pubblica gli “STATUTI GENERALI e i principali DECRETI emanati nel Sovrano Principato di Seborga”. Questi statuti constano in 18 articoli mentre il Regolamento è invece composto da 70 articoli. In periodi successivi verranno pubblicati dal Principe Giorgio altri Decreti e Leggi.

            Dalla lettura di questi Statuti Generali si evince che: “art. 1 – Seborga è un Principato libero e Sovrano, retto da norme democratiche. Il Popolo di Seborga elegge un Principe che lo governa, con forme e nel rispetto degli Statuti Generali e delle Leggi. Le elezioni sono palesi. L’eventuale astensione sancisce sempre voto favorevole.

            È da questo articolo uno degli Statuti Generali che parte un errore storico, ma prima ancora giuridico, trascinatosi per alcuni anni il quale ci ha portati a NON riconoscere gli eventi politici succeduti nel “cosiddetto Principato di Seborga”, in seguito alla morte del Priore Generale dell’Ordine e Principe Giorgio Carbone.

            A livello giuridico ciò che è avvenuto a Seborga, anche sotto gli improvvidi consigli di suggeritori, può essere definito solamente come un colossale errore. Infatti, per la storia millenaria del Principato (parliamo di quello vero), per le disposizioni nobiliari consuetudinarie, per diritto consolidato, ciò che il Principe Giorgio Carbone ha effettuato è un atto di disposizione (trasferimento) della sovranità del Principato (da lui stesso al popolo) perpetrato senza disporre tuttavia di alcun titolo per poterlo fare.

            La sovranità di Seborga come espresso bene fin dal testamento del Marchese Guidone di Ventimiglia è un bene inalienabile che deve essere tramandato ai posteri nei modi e nelle forme originarie.

                        Come più sopra ricordato, il potere sul feudo seborghino era affidato ad un Principe scelto dal Capitolo dell’Ordine tra i propri membri; pertanto il tentativo operato dal Principe Giorgio di spostare il potere dal Capitolo Generale dell’Ordine cavalleresco di matrice cistercense (i Cavalieri Bianchi) al popolo è un atto del tutto invalido ed improduttivo di effetti giuridici. La sovranità del Principato, per antica, esercitata e consolidata consuetudine, non può essere trasferita al popolo.

            Ciò che il compianto Principe Giorgio ha fatto, come abbiamo ricordato certamente sotto la spinta di personaggi incompetenti di diritto nobiliare, non era certamente in suo potere. Si è trattato di un atto unilaterale il quale non era certamente nelle sue facoltà ma tuttalpiù nel Capitolo dell’Ordine dei Cavalieri bianchi.

            Un simile sovvertimento nella disponibilità della sovranità avrebbe potuto avvenire certamente in seguito di una rivolta armata (rivoluzione) e attraverso atti politici di discontinuità con il passato. Ciò avrebbe dovuto coincidere con la fine dell’era “principesca” e con l’inizio di una nuova era, quella della Repubblica di Seborga.

            Ma ciò non è avvenuto pertanto noi, dopo avere speso molto tempo, direi alcuni anni, ed energie a chiarirci le idee dal punto di vista storico, nobiliare, giuridico siamo giunti alla conclusione che, tutto ciò che è avvenuto a Seborga a partire dal 1995 in atti e dal 2009 in concreto, (anno della morte del Principe Giorgio) è illegittimo.

            Ci teniamo a ricordare che Giorgio ha assunto a suo tempo la carica di Principe in quanto Priore dell’Ordine dei Cavalieri Bianchi (detti anche cavalieri dell’Ordo Sancti Sepulchri o del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri).

            Solo dopo anni di attività come Principe di Seborga e Priore Generale dell’Ordine (1995) Giorgio Carbone decideva, arbitrariamente, di rendere il titolo di Principe elettivo da parte dei sudditi. In virtù di questo atto improvvido, concretizzatosi con la edizione degli Statuti Generali del 1995, ne consegue che tutti gli atti effettuati dopo la sua morte – ed in particolare la “elezione” del Principe Marcello Menegatto e successivamente la “elezione” della principessa Nina Menegatto – sono atti illegittimi e dunque invalidi.

            Per queste ragioni, il Capitolo Generale dell’Ordine, fino dall’autunno del 2018 si esprimeva affinché il titolo di Principe di Seborga venisse affidato al Priore dell’Ordine suggerendo anche che nel futuro il candidato a questa carica fosse in possesso di un titolo nobiliare come prerequisito.

            Ne è conseguito che in data 13 aprile 2019 il Priore Generale Diego Beltrutti di San Biagio veniva nominato Eminentissimo Principe di Seborga.

Come primo atto il neo Principe modificava così l’art. I degli Statuti Generali:

            “Seborga è un Principato libero e sovrano, retto da un Principe in possesso di una solida formazione cavalleresca ottenuta all’interno dei Cavalieri Bianchi; questi governerà il territorio seborghino in modo democratico e nel rispetto della Costituzione”.

            Lo stesso si riservava, in ogni caso, il diritto di revisionare l’intera produzione normativa emanata dal Principe Giorgio Carbone avvalendosi anche, oltre alla consulenza dei membri del Capitolo, dei membri del Collegio Giuridico dell’Ordine, anche alla consulenza di esperti esterni in materia giuridica e nobiliare.

Firmato:

Avv. Michele Miccoli

Avv. Luca Magherini

Avv. Giacomo Tommaso Beltrutti di San Biagio

Seborga 31-10-2020

I PRINCIPI NON SI ELEGGONO MA SI NOMINANO

Il Capitolo Generale del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, dopo avere esaminato la situazione politica, sociale e spirituale del Principato, paladino della Cristianità e costituito a suo tempo sotto la protezione papale e imperiale per difenderla dall’attacco dei Pagani (così il nostro amato San Bernardo chiamava i Musulmani) ha ritenuto che la strada intrapresa – cioè cedere alla tentazione di nominare il Principe dopo averlo fatto “eleggere” da un certo numero di residenti a Seborga – è illegittima e pertanto non valida.

La scelta di escludere i Cavalieri Bianchi ed in particolare il Capitolo degli stessi il quale, oggi come in passato è il vero detentore del potere all’interno del Principato è stata illegittima, contraria al diritto nobiliare consolidato ed espresso nei secoli attraverso le vicende storiche del Principato di Seborga.

In un regime democratico nessuno ovviamente potrà impedire ad un gruppo di persone di eleggere chicchessia a qualsiasi carica per la quale sia in possesso della capacità elettiva: da quella di responsabile di condominio a quella di delegato di quartiere. La elezione del sig. Marcello Menegatto e quella della signora Nina Dobbler più recentemente alla carica di “Principe” ha il valore della nomina a presidente di una squadra di calcio o di sindaco di un paese facente parte di una repubblica.

La nomina di un Principe è qualcosa di diverso.

Pertanto il Capitolo Generale del V.O.S.S., dopo avere consultato il Collegio Giuridico dell’Ordine, dopo avere consultato esperti di diritto delle nazioni, ha ritenuto, in virtù del suo ruolo di difensore della fede e delle tradizioni sane e consolidate di Seborga, di dovere prendere una posizione netta circa chi dovesse guidare il Principato.

Al fine di tutelare il buon nome del Principato abbaziale di Seborga, di tutelarne la storia per poterla presentare alle generazioni future e a tutti coloro che amano questo luogo di pace e spiritualità per come era, per come deve essere, il Capitolo dell’Ordine dei Cavalieri Bianchi nell’aprile 2019, avendone facoltà, nominava Principe di Seborga il Priore Generale dell’Ordine .

IL POPOLO DEL PRINCIPATO

I membri del Capitolo, i membri avvocati del Collegio Giuridico, i Cavalieri, gli Scudieri, le Dame costituiscono il nostro popolo. Essi sono i membri di diritto del Principato nè più nè meno dei residenti nel Comune di Seborga i quali, desiderando fare parte del VERO principato, ne facciano richiesta.

I Cavalieri sono il nostro popolo, a prescidere da dove essi possano risiedere, in Francia, Russia, Serbia, Bielorussia, Polonia, Romania, ecc. Fanno parte del nostro popolo tutti coloro che si identificano nei valori della Cavalleria spirituale, che condividono la Carta di Seborga e che desiderano sotenere la nostra missione: difendere la Cristianità e la sacralità di Seborga.

Ricordiamo a tutti che ci sono altri soggetti che si sono dichiarati “depositari del titolo di Principe di Seborga” e per questo sono giunti a farsi “eleggere” . Sono soggetti che evidentemente non conoscono la storia e ancora meno le leggi nobiliari ed araldiche per non parlare della titolarità a modificare la sovranità di un Principato.

Mai nella storia un Principe è stato “votato” dai sudditi. Tutti i Principi e i Re lo sono per nomina sulla base di una discendenza dinastica o per nomina da parte di un gruppo di Grandi Elettori”. Nel nostro caso i Grandi Elettori sono i membri del Capitolo dell’Ordine dei Cavalieri Bianchi.

Se qualcuno a Seborga pensa ancora che possa esistere un “principe eletto dai residenti nel Comune di Seborga” solo perchè qualche “consigliere” anni addietro suggerì al compianto Principe Giorgio di procedere in tal senso, si sbaglia di grosso.

Quanto scritto negli STATUTI GENERALI del 1995 è nullo, invalido, illegittimo.

Dopo che il Principe di Seborga, per secoli ha goduto di una legittimazione derivante dall’autorità papale ed imperiale, il tentativo di cancellare la storia vera e legittimare il “principato del popolo” stile cinese, è risibile.

Solo una rivoluzione coi carri armati o comunque violenta avrebbe potuto porre fine al Principato e sostituirlo con una repubblica elettiva. Ma questa rivoluzione a Seborga non è avvenuta per cui il Principato continua e continuerà a reggersi secondo le antiche disposizioni.

LA CARTA DI SEBORGA


LA CARTA DI SEBORGA [1]

La Carta di Seborga è un documento composto di XXXIII articoli; qui di seguito ne sono pubblicati i primi sei. I restanti sono disponibili per coloro che, interessati, ci scriveranno (sancticsepulchri@gmail.com) al fine di riceverla come pdf.

Articolo I. – L’opera del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri (in seguito V.O.S.S.) dei Cavalieri Bianchi di Seborga ha lo scopo di onorare e servire il nostro Signore Gesù Cristo e proteggere la Chiesa da lui fondata affinché possa adempiere al suo mandato.

Articolo II, – Il V.O.S.S., è un ordine sovrano di tradizione militare, inserito nella concezione cristiana della vita. Essere erede della “Paupera Militia Christi“, il cavaliere del V.O.S.S., è dotato di una vocazione ecumenica cristiana. Il segue che in ogni Precettoria / Commandera il cavaliere è in grado di seguire la strada cattolica romana o orientale ma anche quella di Ortodossa. Tutti i cavalieri adorano e sono al servizio del nostro unico Signore: Gesù Cristo. Crediamo in un solo Dio, che chiamiamo l’Eterno Padre, nel suo unico Figlio, Gesù Cristo che divenne uomo, morì sulla croce e, dopo essere stato sepolto, risuscitò. Noi crediamo nello Spirito Santo, come annunciato da nostro Signore.

Articolo III – Noi, Cavaliere Diego, Priore Generale del VOSS, in totale armonia di intenti con il Capitolo Generale, stabiliamo che questo documento che è chiamato la “Carta di Seborga” deve d’ora in poi essere il principio guida del nostro Ordine e di ciascuno dei suoi membri.

Articolo IV – Il V.O.S.S. pone limiti all’ingresso nell’Ordine. Le persone di entrambi i sessi, di fede cattolica, regolarmente battezzate e confermate, che hanno completato il diciottesimo anno, possono entrare nell’Ordine. I soggetti di sesso maschile potranno accedere e appartenere alla classe I, II o III con funzioni e funzioni diverse. Le femmine saranno in grado di svolgere il ruolo di Dama. I sedicenni possono entrare nell’Ordine solo se sono figli dei Cavalieri. L’Ordine può accettare cavalieri femminili se questi soggetti sono stati regolarmente investiti e se provengono da ordini e / o precetti della fede cristiana ortodossa.

Articolo V. – Prima di entrare nell’Ordine, i postulanti devono dichiarare di non essere atei, non credenti, agnostici. I soggetti che entreranno nel V.O.S.S., non saranno in grado di praticare una fede diversa da quella cristiana. I Cavalieri saranno in grado di professare la fede cristiana ortodossa nel caso in cui Cavalieri, Comandanti, Precettori e Baglivi ​​operino in paesi della tradizione cristiana ortodossa.

Articolo VI – Il V.O.S.S. si schiera contro occultismo, stregoneria, pratiche pagane, sciamaniche e magia. Pertanto, i suoi membri non saranno in grado di esercitare queste pratiche a pena di espulsione.


[1] Il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri si riserva il diritto di definire in modo più specifico, in futuro, i casi di apostasia e i casi in cui a una persona può essere rifiutato l’ingresso nell’Ordine o può successivamente essere rimosso da esso.

ATTIVITA’ RICONOSCIUTE LEGALI DAL PRINCIPATO

Il Principato di Seborga gode di una tradizione plurisecolare che si è perpetuata fino ai giorni nostri attraverso le attività del proprio Capitolo e dell’ordine equestre dei Cavalieri Bianchi – vale a dire l’Ordo Santci Sepulchri, detto anche Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri.

Il Principato opera attraverso un proprio Governo composto da soggetti nominati dopo essere stati proposti e scelti dal Capitolo dell’Ordine tra soggetti provvisti di competenze specifiche nei diversi settori i quali abbiano manifestato il forte desiderio di operare per il bene del Principato.

A coloro che ci leggono, ma soprattutto a tutti coloro che hanno a cuore le vicende del principato di Seborga e che desiderano entrare a fare parte del Principato, chiediamo di prestare particolare attenzione a quanto segue:

1) essendo Diego Beltrutti di San Biagio il successore del Principe Giorgio Carbone, ne consegue che solamente i documenti a firma ‘Diego Beltrutti di San Biagio principe di Seborga’ hanno valore legale essendo documenti ufficiali del principato;

2) solamente i possessori della Carta di Appartenenza al Principato possono fregiarsi legalmente del privilegio di essere membri del Principato di Seborga, siano essi residenti in Seborga o risiedano altrove;

3) altri presunti ‘principi‘, oppure soggetti che si qualificano come ‘segretari di Stato‘, ‘ministri‘, ‘consoli‘, ‘plenipotenziari‘, ‘portavoce‘, ‘consiglieri‘ a vario titolodella cosidetta ‘principessa di Seborga‘, sono altro rispetto a noi ed operano esclusivamente a livello folkloristico e senza alcuna legittimazione;

4) il Principe Diego di Seborga, pur godendo di fons honorum, ha deciso di  non concede titoli nobiliari e non ha autorizzato alcun altro soggetto o istituto a concederli;

5) il funzionamento del Principato richiede la collaborazione e il lavoro di vari soggetti con competenze specifiche e diversificate. Tutte le cariche governative che stiamo approntando – vale a dire i diversi ministeri – così come quelle dei rappresentanti esteri, vengono concesse dal Principe gratuitamente;

6) il principe Diego di Seborga, attraverso il Centro Studi Templari promuove la ricerca sulle vicende storiche del Principato di Seborga e dell’Ordine dei Cavalieri Bianchi;

7) nel Principato attualmente non esistono ospedali, e lo stesso dicasi per strutture universitarie, banche e casinò.

8) Il Principato, fin dalle sue origini, ha adottato il Cattolicesimo come religione di stato.

Poichè le informazioni che ruotano intorno a Seborga, all’Ordine dei Cavalieri Bianchi e al Principato sono spesso incomplete, a volte errate e fuorvianti, abbiamo riportato un elenco di siti e di pagine web (in ordine alfabetico) da ‘prendere con le molle’.

www.ambergriscaye.com/interfisa/

www.casado.net/seborga/

www.etat-pied-noir.eu/gouvernement.htm

www.asd-seborga.org/

www.banquecentrale-seborga.com/

www.dilaps.org/

www.etatnation-ps.org/

www.houseofdeagrella.org/

www.institutdenormalisation-seborga.org/

www.mamac.com/

www.oesb-international.com/

www.pmda.org/

www.principalitymontedeagrella.org/

www.principalityofseborga.org/

www.principatodiseborga.org/.com/

www.principautedeseborga.com/.info/.eu/.fr

www.seborga.fr/

www.seborga-gouv.org/

www.templarbank.net/

www.tresor-ps.org/

www.veospss.it/, http://gazzettaveospss.blogspot.it/

www.castrumsepulchri.com/

www.seborga.org/

www.luiginocoin.com/

www.principatodiseborga.com/pds/

www.seborgabank.com/

www.seborgastockexchange.com/

www.visitseborga.it/

Nel caso la curiosità vi spiga a navigare su uno dei siti qui soptra elencati consigliamo di stare attenti per non cadere in false informazioni o in operazioni di fishing da parte di soggetti pittoreschi e non sempre mossi da carità cristiana.